Stage, Praticantato e Tirocini di Qualità

LINEE GUIDA PER L’ATTUAZIONE DEL PROGETTO SPT DOC – Stage, Praticantato e Tirocini di Qualità: Poiche’ il legislatore regionale e nazionale tollerano che molti giovani che svolgono attivita’ di tirocinio o stage o pratica professionale, vengano ingiustamente sfruttati e privati di elementari diritti relativi al loro percorso di formazione lavorativa, Viste le seguenti norme: legge 196/1997, decreto ministeriale n. 142 del 1998, D.lgs. 53/2003 e legge 269/2003. Vista la legge regionale del marzo 2009, Visto l’art 18 della legge 196/1997 che stabilisce i principi ed i criteri generali in materia di tirocini formativi e di orientamento a favore di soggetti che hanno gia’ assolto l’obbligo scolastico;

Vista la risoluzione del 6 luglio 2010 del Parlamento Europeo: “Promozione dell’accesso dei giovani al mercato del lavoro, rafforzamento dello statuto dei tirocinanti e degli apprendisti” che invita gli stati membri ad affrontare ed eliminare lo sfruttamento dei giovani da parte dei loro datori di lavoro che sembrano utilizzare con maggiore frequenza l’apprendistato ed il tirocinio per sostituire forme di impiego regolare, prive di valenza formativa,

Vista la crescente diffusione di tirocini o stage che permettono ai giovani sia delle scuole superiori, sia dell’universita’, sia a diplomati o laureati di vivere un’esperienza in azienda allo scopo principale di apprendimento e formazione.

Poiche’ per la legislazione italiana lo stage non e’ in alcun modo considerabile come un rapporto di lavoro subordinato e quindi allo stagista non si applica alcun contratto nazionale sia per parte normativa che retributiva (salario minimo mensile). Lo stagista infatti non ha diritto ad una retribuzione, ai contributi previdenziali, ferie retribuite, maternita’, congedi, idennita’ di malattia.

Ricordando che la durata massima del tirocinio In base alla legge n.196 del 1997, è così determinata:

per gli studenti che frequentano la scuola secondaria: massimo 4 mesi;

per i lavoratori inoccupati o disoccupati iscritti nelle liste di mobilità, per gli allievi degli Istituti professionali di Stato, per gli studenti che frequentano attività formative post diploma o post laurea: massimo 6 mesi;

per gli studenti universitari o laureati da non più di diciotto mesi, per gli studenti che frequentano dottorati di ricerca o scuole di specializzazione anche nei diciotto mesi successivi il termine degli studi, per le persone svantaggiate: massimo 12 mesi;

per i diversamente abili: massimo 24 mesi.

Non esiste un limite di età, o un numero massimo di mesi di stage che una persona possa svolgere in tutta la sua vita lavorativa.

Ricordando inoltre che Il decreto ministeriale n. 142 del 1998 regolamenta la materia dei “tirocini formativi e di orientamento”, definisce il numero massimo di stagisti che ogni azienda può ospitare in base al numero di dipendenti assunti a tempo indeterminato (esclusi quelli a tempo determinato, i cocopro, i collaboratori etc):

fino a 5 dipendenti a tempo indeterminato possono ospitare un solo tirocinante;

fra i 6 e 19 dipendenti, possono ospitare fino a due tirocinanti contemporaneamente;

oltre i 19 dipendenti, gli stagisti non possono essere contemporaneamente più del 10% degli assunti.

Visti I dati relativi ai nuovi contratti che nel triennio 2008-2009 sono stati formalizzati nel territorio della Provincia di Padova, in particolare la diminuzione progressiva dei contratti di apprendistato, ed il crescente numero di stage o tirocinii,

 

Visto il crescente numero di aspiranti professionisti che non vengono pagati durante i percorsi formativi denominati pratica professionale, una tappa – molto spesso obbligata – del lungo percorso che porta all’iscrizione agli albi professionali,

Preso atto delle numerose lamentele pervenute da giovani aspiranti professionisti che non vedono riconosciuto alcun diritto fondamentale durante il cosiddetto periodo di pratica,

Visto il crescente abuso dello strumento dello stage che viene in alcuni casi utilizzato come forma di sostituzione di contratti di altro tipo senza alcuna valenza formativa per lo stageur,

In attesa che il legislatore regionale e nazionale pongano mano alla disciplina degli stage, dei tirocini, della pratica professionale e del la rilevante questione dell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro

il Consiglio Provinciale di Padova

chiede alla Giunta di creare un apposito fondo, arricchito da cofinanziamento regionale o statale per premiare le aziende che assumono dopo lo stage.

impegna la Giunta e la III Commissione a presentare entro 6 mesi dall’approvazione di questa delibera un concreto progetto denominato STAGE, PRATICA E TIROCINIO DI QUALITA’, da concordare con le organizzazioni datoriali, sindacali e con gli ordini professionali rappresentati nel territorio provinciale secondo le seguenti LINEE GUIDA e RELATIVI ALLEGATI:

Premesse

1.Anche la formazione al lavoro ha diritto ad essere retribuita mediante un rimborso spese minimo. Formarsi al lavoro significa imparare a farlo e quindi lavorare. Certo la performance di uno stagista e di un lavoratore esperto non saranno le medesime, ma entrambi contribuiscono in diversa parte alla realizzazione del progetto imprenditoriale. Stop alla gratuita’ dello stage.

2.Anche la formazione ad una professione ha diritto ad essere retribuita mediante un rimborso spese minimo. Formarsi per diventare un professionista vuol dire lavorare. Stop alla gratuita’ della formazione professionale.

3.Gli stagisti non possono e non devono essere utilizzati come manodopera a basso costo per lavori dequalificanti. I giovani che fanno il loro ingresso nel mondo del lavoro non sono una forza lavoro priva di diritti

Obiettivi

1.Obiettivo e’ quello di riportare lo stage ad essere un’anticamera del lavoro e di garantire che persone gia’ formate (con laurea o addirittura master) debbano sostenere di tasca propria i costi per il completamento della formazione

2.Obiettivo di questo progetto e’ di dare dignita’ al lavoro dei giovani e di chi fa il suo ingresso nel mondo del lavoro, evitare lo sfruttamento selvaggio di stagisti e praticanti costretti a svolgere mansioni non relative alla propria funzione ,senza godere di alcun diritto e di alcuna dignita’

3.Vogliamo che la Provincia di Padova di concerto con imprenditori ed associazioni individuino alcuni punti fermi per definire un buono stage ed una buona esperienza di pratica professionale, per esempio con un percorso formativo serio, un rimborso spese adeguato, una buona percentuale di assunti dopo lo stage, un investimento sulla qualita’ degli stage piuttosto che sulla quantita’

4.Se i ragazzi e le ragazze non vengono messe nelle condizioni di MANTENERSI DA SOLI, per loro continuare a vivere con i genitori o farsi mantenere diventa una condizione obbligata e NON una scelta di comodo. Vogliamo contribuire a riportare i giovani ad avere un ruolo attivo, responsabile e determinante nel mondo economico e sociale del nostro territorio c’e’ bisogno che anche le imprese facciano la loro parte, permettendo a questi giovani di rendersi economicamente indipendenti il prima possibile trovando un lavoro al termine del percorso formativo.

5.Il progetto trova poi corrispondenza al concetto di corporate social responsability che tante aziende stanno cercando di mettere in pratica

6.Ribadire, infine, l’impegno per la formazione al lavoro come strumento privilegiato per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro

 

Linee guida per il Progetto Stage di Qualita’

1.Sottoscrizione da parte delle categorie economiche e della Provincia della Carta dei diritti e dei doveri dello stagista (ALLEGATO 1)

2.Sottoscrizione da parte delle aziende della Provincia e pubblicazione dell’elenco delle aziende in apposito sito internet della Provincia di Padova. La sottoscrizione avviene su base volontaria

3.Creazione di un sito web dove spiegare modalita’ dello stage, diritti e doveri e raccogliere i commenti delle aziende e dei stageur sui tirocini che sono stati effettuati

4.Creazione di una casella mail dove inviare segnalazioni per il non rispetto dei diritti e dei doveri sanciti dalla carta

5.Creazione di una commissione mista paritetica denominata “ Commissione De Minimis” incaricata di stabilire ogni anno il minimo rimborso spese che devono erogare le imprese e le pubbliche amministrazioni ai proprio stagisti. E’ facolta’ dell’impresa erogare rimborsi superiori ma NON inferiori all’importo stabilito dalla commissione. La commissione e’ presieduta dall’assessore al Lavoro e prevede la presenza dei rappresentanti delle maggiori sigle sindacali e del le principali organizzazioni datoriali, della camera di commercio, di un rappresentante ufficio provinciale scolastico e uno dell’Universita’, dei rappresentanti della consulta provinciale studenti e dei rappresentanti degli studenti universitari. La commissione dovra’ deliberare due diversi minimi, uno per stagisti laureati ed uno per stagisti non laureati.

Linee guida per il Progetto Pratica di Qualita’

1.Sottoscrizione da parte degli Ordini Professionali rappresentati a Padova e della Provincia della Carta della Pratica Professionale di Qualita’ (ALLEGATO 2)

2.Sottoscrizione da parte dei singoli professionisti o studi professionali della carta e pubblicazione dell’elenco dei singoli sottoscrittori in apposito sito Internet della Provincia di Padova. La sottoscrizione avviene su base volontaria

3.Creazione di una casella mail dove inviare segnalazioni per il non rispetto dei diritti e dei doveri sanciti dalla carta.

4.Creazione di una commissione mista paritetica denominata Commissione De Minimis – Professioni incaricata di stabilire ogni anno il minimo rimborso spese che deve essere erogato ai professionisti in formazione. E’ facolta’ dello studio o del professionista effettuare rimborsi di maggiore entita’ ma non inferiri all’importo stabilito dalla commissione. La commissione e’ presieduta dall’Assessore al Lavoro e prevede la presenza dei rappresentanti sindacali, dei rappresentanti delle organizzazioni di praticanti e di un rappresentante per ogni singolo ordine professionali. E’ facolta’ della commissione stabilire eventuali minimi in funzione del particolare ordine professionale. La commisione potra’ altresi deliberare due diversi minimi per praticanti laureati o non laureati.

 

CARTA DEI DIRITTI E DEI DOVERI DELLO STAGISTA (ALLEGATO 1)

 

1)Gli stagisti devono essere giovani e non devono avere significative esperienze lavorative precedenti. A questo proposito deve essere incentivato lo svolgimento di stage da parte di persone che stiano ancora compiendo un percorso di studi: almeno il 30% degli stagisti accolti dalle aziende deve essere scelto tra gli studenti universitari.

 

2) Gli stagisti devono essere pochi, perché a ciascuno possa essere assicurata un’adeguata attenzione dal punto di vista formativo e, almeno nel caso di stage in strutture private, una concreta possibilità di assunzione al termine dello stage. Per questo, salvo casi eccezionali, il numero di stagisti ospitati annualmente non deve essere superiore al 10% dell’organico aziendale assunto a tempo indeterminato. Nel caso di aziende con un numero di dipendenti compreso tra 10 e 19, annualmente un massimo di due stagisti. Nel caso di aziende con meno di dieci dipendenti, annualmente un solo stagista.

Il conteggio comprende tutti i tipi di stage: curriculari, extracurriculari, volontari, promossi da enti pubblici, legati a master o altri corsi di formazione, etc.

 

3) Gli stagisti non devono essere utilizzati per rimpiazzare personale in malattia, maternità o ferie

 

4) L’esperienza dello stage deve essere concretamente formativa per i giovani, e in particolare:

a ogni stagista deve essere assegnato un tutor che lo possa seguire con continuità;

il progetto formativo deve essere formulato in maniera accurata e deve rispettare la formazione e, ove esistenti, le esperienze pregresse dello stagista;

ogni stagista deve poter disporre di una postazione (cancelleria, carta, scrivania, computer)

ogni stagista deve, per quanto possibile, avere accesso a riunioni, briefing e altri momenti di discussione e decisione

4bis) Lo stagista ha il dovere di svolgere la propria attivita’ di formazione lavorativa con responsabilita’, impegno e dedizione, garantendo il massimo sforzo e la massima disponibilita’ per raggiungere gli obiettivi previsti dal proprio progetto formativo.

 

5) Lo stagista deve poter avere, almeno nel caso di stage svolti in strutture private,  una concreta possibilità di assunzione dopo lo stage: Per assunzione si intende un contratto a tempo indeterminato, o a tempo determinato, o di apprendistato, o a progetto, di durata pari ad almeno 12 mesi.

 

6) Gli stagisti devono percepire un rimborso spese adeguato a coprire le spese vive (alloggio, vitto, trasporti) e commisurato all’età, alla scolarità,  alle competenze pregresse e all’apporto fornito all’ospitante.

Il minimo viene stabilito annualmente dalla commissione “DE MINIMIS” istituita dalla Provincia di Padova

Gli stage gratuiti devono essere limitati ai progetti di alternanza scuola-lavoro dedicati agli studenti delle scuole secondarie.

 

7) Lo stage deve avere una durata adeguata al progetto formativo e sopratutto alle mansioni che lo stagista è chiamato ad apprendere. Tale durata può essere quantificata in un massimo di sei mesi, salvo casi eccezionali in cui il rimborso spese e la possibilità di essere assunti al termine dello stage siano particolarmente alti.

 

8) L’utilizzo dello strumento della proroga deve essere evitato. Tale strumento va utilizzato solamente in circostanze eccezionali: in quei casi in cui l’intenzione di fare un contratto allo stagista è certa ma per problemi contingenti (temporaneo blocco delle assunzioni, crisi aziendale, ragioni tecniche, organizzative e produttive, altre analoghe esigenze imprenditoriali di carattere straordinario) non è possibile procedere immediatamente all’assunzione. In ogni caso la durata dello stage, compresa l’eventuale proroga, non deve mai eccedere i dodici mesi.

 

9) Lo stage non deve essere considerato l’unico strumento per realizzare una formazione: va incentivato l’utilizzo dei contratti di apprendistato.

 

CARTA DELLA PRATICA PROFESSIONALE DI QUALITA’ (ALLEGATO 2)

1. La pratica è un percorso formativo finalizzato all’accesso alla professione.

Non costituisce rapporto di lavoro ma e’ uno strumento per formare al lavoro in particolar modo nell’ambito delle professioni.

2. La pratica deve essere altamente formativa.

Deve consentire l’acquisizione delle competenze necessarie per l’esercizio della professione, pertanto le attività affidate al praticante devono essere funzionali all’obiettivo formativo.

 

3. Il praticante deve esser messo in condizione di formarsi.

Al praticante devono essere messi a disposizione gli strumenti funzionali alla sua attività, compresa una postazione di lavoro e l’accesso alle riunioni di lavoro utili al suo percorso formativo. Carta, penna, telefono, computer, una scrivania sono il minimo indispensabile per avviare una vera formazione.

 

4. I praticanti hanno diritto alla formalizzazione del rapporto di praticantato. Il praticante deve essere assicurato contro gli infortuni e per la responsabilità civile. Al praticante spetta un rimborso spese la cui entita’ e’ stabilita dall’ apposita commissione “de MINIMIS professioni” istituita presso la Provincia di Padova la quale determina il minimo rimborso spese garantito. E’ facolta’ dello studio professionale o del professionista presso cui viene effettuata la pratica, aumentare il rimborso sulla di accordi con il praticante.

 

 

 

 

Paolo Giacon

Consigliere provinciale

 


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