NO A VENETO CITY

Veneto City, un “mostro” urbanistico e commerciale  che sta nascendo a pochi cilometri da Padova per volontà di alcune amministrazioni comunali, della Provincia di Venezia e della Regione Veneto, che rischia di avere ricadute pesantissime sull’economia e sulla viabilità padovana.

MOZIONE: NO A VENETO CITY – LA PROVINCIA DI PADOVA ADERISCA ALLA CAMPAGNA LANCIATA DALLE ASSOCIAZIONI ECONOMICHE, DENUNCIANDO LE GRAVI ESTERNALITA’ NEGATIVE PER IL TERRITORIO PADOVANO.

 

Premesso che il progetto denominato Veneto City, per il quale e’ stato recentemente firmato un accordo di programma, si propone di realizzare una “capitale terziaria del Veneto” posizionata in un luogo strategico per (futura) infrastrutturazione e per localizzazione.

E che l’idea di base del progetto, secondo quanto dichiarato dai promotori, è “superare la logica del capannone” ed evitare un’altra “anonima” area industriale-artigianale, con lo scopo di connotare il territorio con un progetto di alta qualità architettonica, destinato ad ospitare imprese commerciali ed uffici.

La proposta interessa un’area di 718.000 mq, di cui 500.000 mq di superficie edificabile, da realizzare in 4 stralci, così definiti:

COMMERCIALE max14 %, DIREZIONALE minimo 40% – massimo 60%, RICETTIVA 10%, ATTREZZATURE E SERVIZI PUBBLICI E/O DI PUBBLICO INTERESSE 20% – 30% (i dati riportati sono stati riferiti dal progettista arch. Agnolon nella riunione della III^ commissione di lunedì 10 ottobre scorso).

L’intervento denominato “VENETO CITY”, si trova all’incrocio di tre importanti fasci infrastrutturali:

- la ferrovia a nord (TAV e SFMR)

- l’autostrada A4 (Milano-Venezia) a sud

- il passante di Mestre

L’area di progetto insiste parzialmente nel territorio di due comuni: Dolo e Pianiga.

Ricordando che

1) La mancanza di un’adeguata valutazione dell’impatto sul commercio al dettaglio, qui come in altri casi, rischia di stroncare i piccoli esercizi commerciali della zona, ma anche in un area più vasta che coinvolge anche la provincia di Padova.

Serve maggiore equilibrio fra il piccolo commercio e i colossi. Nel giro di qualche anno i centri storici e i centri di medie dimensioni rischiano di essere desertificati, con conseguenze catastrofiche sulla nostra economia, sulla vivibilità e sulla sicurezza dei cittadini.

2) Veneto City diventerà il più grande centro polifunzionale d’Europa e la preoccupazione per l’economia dei comuni circostanti è stata più volte sollevata dalle Associazioni di categoria dei commercianti.

3) Il paesaggio rurale verrà deturpato da una città artificiale con 40.000 presenze al giorno stimate, che di notte si svuoterà completamente.

4) Il progetto e’ del tutto antitetico alla logica del riuso delle strutture e delle aree industriali dismesse che dovrebbe guidare il nuovo sviluppo del territorio del Veneto.

5) La mancanza di un’adeguata documentazione che permetta di stimare l’impatto sul sistema viario esistente ed il numero di veicoli che ogni giorno raggiungerebbero Veneto City rischia di avere come conseguenza un notevole aumento del traffico e pesantissime ricadute a livello d’inquinamento. Il traffico previsto dagli stessi progettisti è di 4.000 veicoli con nelle ore di punta. Il Piano trasportistico presentato dai progettisti è molto carente sulla viabilità visto che Veneto City attrarrà traffico da tutto il Veneto e da alte regioni confinanti: c’è il serio rischio di mandare definitivamente in tilt tutta la viabilità del Graticolato, del Miranese e della Riviera, ma anche di parti importanti della viabilità dei territori confinanti nella provincia di Padova.

 

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI PADOVA

pur riconoscendo che la collocazione di Veneto City e’ extraprovinciale, denuncia, tuttavia,

le pesanti esternalita’ negative che coinvolgono anche il territorio e le imprese della provincia di Padova ed impegna la Giunta Provinciale:

Ad opporsi presso tutte le sedi istituzionali alla realizzazione del progetto per i seguenti motivi:

1) Creazione di un polo attrattore di traffico in grado di appesantire ulteriormente l’asse

Padova Venezia

2) Creazione di superfici commerciali di grande distribuzione che danneggerebbero il piccolo commercio dei centri abitati, già’ messo a dura prova dal proliferare di grandi superfici commerciali

A sensibilizzare la Regione Veneto sui danni che il progetto potrebbe portare al tessuto economico e produttivo padovano

A promuovere forme di sviluppo del territorio meno invasive rivolte in particolar modo al riuso delle strutture industriali dismesse ed inutilizzate piuttosto che alla creazione di nuove mega aree industriali, a partire dalla riqualficazione della zona industriale Nord di Padova, vera e pregevole alternativa al’insediarsi di nuove grandi aree direzionali nel Veneto.

 

I consiglieri

Paolo Giacon

Fabio Rocco

 

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