Presidente Degani, inizio con una domanda semplice, perché siamo qui oggi? Ho sentito e letto molte risposte fin ora a questa domanda da lei e dagli esponenti della sua maggioranza: perché sono accaduti fatti di sangue gravi nelle ultime settimane, perché c’è un emergenza nella zona della stazione. Stasera lei ci racconta questa versione un po’ romantica, nella quale lei e la presidente Serato di ritorno da una riunione Upi il 16 luglio scorso arrivate in stazione la sera e decidete di fare il consiglio vista la situazione. Il che mi fa pensare che fino al giorno prima ne lei ne la sua giunta aveste la benchè minima idea di com’è la zona della stazione. Comunque, qualsiasi sia la risposta data finora, diciamo subito che noi condividiamo la necessità che la città si riappropri di questo pezzo di quartiere, sappiamo che c’è una situazione di forte insicurezza e degrado, comprendiamo le ragioni di chi è arrabbiato, stanco, frustrato, ma ci chiediamo anche, domani, dopo la nostra presenza cosa sarà cambiato per la sicurezza dei cittadini che vivono nella zona o che transitano per la stazione ferroviaria di Padova? Secondo noi nulla. Secondo lei le istituzioni preposte a garantire la sicurezza in questo territorio, gli enti locali, il Ministro Maroni, non sono a conoscenza della situazione che si vive qui? Io credo di si. La stampa ha finora passato sotto silenzio i fatti avvenuti in questa zona? Non mi pare. Non c’è silenzio mediatico sull’area stazione. Quindi voi non siete qui per avere i riflettori puntati su un problema, che in realtà è noto a tutti, ma semplicemente per averli puntati su voi. La telesorveglianza che ci proponete nella vostra mozione verrà realizzata in stazione? No, verrà realizzata nei comuni della Provincia di Padova con fondi che erano già previsti nel bilancio 2011, fondi per la sicurezza peraltro dimezzati rispetto ai bilanci degli anni passati. Io capisco la necessità dell’assessore Pavanetto qui oggi di pontificare l’operato dell’amministrazione provinciale con un lungo elenco di cose “fatte”, ma ci ricordiamo quando l’assessore veniva a piangere miseria dalle minoranze in sede di bilancio per i tagli al suo assessorato. E credo sia giusto ricordarle che siamo stati noi, opposizioni, a chiedere un impegno concreto, altrimenti qui oggi avremmo passato il consiglio a fare solo spettacolo. Ma non è certo questa delibera beffa quello che intendevamo ottenere.
Quidi, riassumendo, all’emergenza non c’è una soluzione in campo da parte della Provincia nel breve periodo. Questa istituzione manifesta la sua incapacità di rispondere alle richieste immediate di sicurezza dei cittadini della zona della stazione di Padova. Allora perché siamo qui se non per fare marketing?
Per risolvere alla radice una situazione come questa si deve fare qualcosa che in questa città è già stato fatto, penso a Prato della Valle o a via Anelli (entrambi interventi dello stasso sindaco Zanonato al quale avete oggi voi negato il coinvolgimento) ovvero c’è bisogno di un intervento radicale, di tipo urbanistico e infrastrutturale, procedere nella riqualificazione di quest’area (ma non vedo risorse stanziate a questo fine nella delibera della Provincia) e costruire nell’area della stazione la nuova questura, come il Comune propone da ormai due anni. Un presidio stabile e permanente delle FO in quest’area servirebbe ad allontanare definitivamente la criminalità. Certo, le opere pubbliche in questo Paese hanno tempi lunghi, ma se ci volevano 10 anni per costruire la nuova questura, lei, presidente Degani li ha fatti diventare 11. Il 20 dicembre scorso la sua maggioranza ha bocciato in questo consiglio la nostra mozione che chiedeva di portare la Questura in stazione. Lei e la sua giunta avete passato un anno a bloccare l’iter amministrativo della nuova questura mentre noi chiedevamo che si prendesse una decisione favorevole. Gli argomenti usati in quell’occasione dalla sua maggioranza sono stati tutti legati a due concetti: uno espresso ancora una volta dal consigliere Menorello, per il quale bisogna fare pù commissariati, ma le esperienze fin qui avute ci dicono che più uffici vuol dire meno personale di pattuglia; mentre l’altro argomento usato da voi era che la Provincia non ha competenze in materia di sicurezza. Allora, cos’è cambiato oggi? È cambiato solo il fatto che di fronte a noi ci sono i media e il pubblico, nient’altro.
Ad ogni modo siamo ben lieti che ci sia un mutamento di atteggiamento da parte vostra sullo spostamento della questura, ma oggi leggo sulla stampa che autorevoli esponenti locali della Lega Nord propongono di costruire l’opera all’ex macello di Corso Australia. Nella delibera che proponete poi c’è solo un vago e imprecisato impegno a mettere a disposizione risorse provenienti dalla vecchia questura per quella nuova. Infine, rinunciamo alla proprietà e cediamo il bene o semplicemente spostiamo la nostra quota di proprietà su un nuovo immobile? Che significa, ci mettiamo risorse della Provincia o semplicemente facciamo una permuta che non ci costa nulla? Perché se ci teniamo così tanto alla sicurezza dovremmo anche metterci risorse nostre, noi crediamo. Nella mozione poi non si chiarisce assolutamente dove si vuole fare la nuova questura. Ma se la Provincia non è ancora neppure del tutto convinta di portare la questura in stazione, torno alla solita domanda, perché siamo qui? Sono costretto a dare la solita risposta: per fare propaganda.
Insomma, noi democratici riteniamo giusto essere vicini ai cittadini e promuovere il dialogo tra istituzioni e territorio, ma assolutamente inammissibile venire qui e non dare risposte concrete. Si tratta della solita strumentalità di chi agita problemi senza proporre soluzioni. Questo consiglio è nato dal tentativo della maggioranza di centrodestra di uscire dall’enpasse estiva fatta da vicende come le multe prese dai consiglieri provinciali nella Ztl del comune di Padova, dal succeso della petizione del Mattino per abolizione delle Province, dalla discussione sulle moschee e la libertà di culto con l’ennesima sparata dei consiglieri leghisti contro l’Islam. E così si promuove il consiglio di oggi, una pura operazione di marketing, un gesto politico di Pdl e Lega che pensano di poter piegare le istituzioni a proprio uso e consumo, manifestando ancora una volta scarso rispetto per noi, per i cittadini e per le istituzioni stesse. La dice lunga il fatto che non si è neppure lontanamente pensato a coinvolgere le istituzioni e i rappresentanti delle FO, pur presenti qui oggi, e ovviamente non si è coinvolto il comune di Padova nella preparazione di questo momento, perché è un’istituzione guidata da una maggioranza di parte avversa, perché è contro la giunta comunale e non per la sicurezza dei cittadini che si è fatto questo consiglio. Il Prefetto ha poc’anzi fatto appello alla collaborazione tra istituzioni, io dico bene, ma a lei presidente io dico anche che la collaborazione si basa sul rispetto e sulla condivisione di scelte e obiettivi, non su iniziative unilaterali. Vorrei vedere se la sua maggioranza si sarebbe permessa di andare sotto le mura di Cittadella a fare un consiglio provinciale senza fare una telefonata e coinvolgere il sindaco di quel comune. Le vostre parole non sono state polemiche, ma è stato polemico e provocatorio il modo in cui è nata questa iniziativa.
E noi siamo venuti qui per denunciare tutto questo!
Occasioni per fare consigli provinciali manifestando vicinanza ai cittadini e l’utilità di questa amministrazione ce ne sono state molte: eppure il consiglio provinciale non si è mai spostato per altre urgenze negli ultimi 2 anni, non siamo andati a riunirci nei comuni alluvionati, dove molti cittadini attendono il resto delle risorse promesse dal Governo; non siamo andati in nessuna delle aziende in crisi nel nostro territorio eppure i problemi legati al lavoro e alla sicurezza economica sono diventati la priorità per i cittadini (forse è meglio se lo dice ai suoi esperti di comunicazione, presidente); non siamo venuti in stazione, magari di mattina presto, a manifestare la nostra solidarietà ai pendolari, a fare un consiglio per ottenere più risorse per il trasporto pubblico su gomma e ferroviario, tagliato pesantemente dal centrodestra in Regione Veneto e dal Governo nazionale. Di occasioni ne abbiamo avute molte, legate alle nostre competenze, per argomenti sui quali potevamo ottenere risultati, manifestare vicinanza ma soprattutto produrre risposte a problemi concreti che riguardano la Provincia. Quello che non facciamo oggi. Ma capisco, la sicurezza fa notizia. È un bel tema di propaganda. Oggi prendo definitivamente atto che è più importante per la presidente Degani, fare una sorta di gara con il Comune di Padova sui temi caldi, che pensare davvero a risolvere i problemi dei cittadini, prendiamo atto che alla maggioranza Pdl-Lega in Provincia non interessa tanto la sicurezza, ma piuttosto fare le primedonne.
Se la sicurezza è un tema che ci sta a cuore, dobbiamo fare proposte, promuovere atti conseguenti, cercare di portare a compimento delle opere o deliberare nuovi stanziamenti economici. È quello che facciamo con la nostra mozione. Proprio perché interessa tutti, ai cittadini, prima ancora che a noi, la sicurezza non può essere usata come un semplice argomento per fare demagogia.