Interrogazione a risposta scritta alla Presidente Barbara Degani: quale posizione intende assumere l’Amministrazione provinciale di Padova e quali iniziative intende prendere in merito alla chiusura della sede dell’Arpav di Padova?
Il 16 Settembre abbiamo appreso dalla stampa locale che i vertici dell’Arpav avrebbero presentato una bozza di piano strategico che prevede la drastica riduzione delle sedi provinciali e del relativo personale. Dalle notizie riportate emerge con chiarezza che il dissesto dell’agenzia è dovuto principalmente alla cattiva gestione del Presidente Drago. Questa notizia è stata confermata sempre a mezzo stampa dai lavoratori dell’Agenzia che hanno espresso preoccupazione per la decisione.
La sede di Padova appare tra quelle interessate dai tagli e dalla chiusura ma non abbiamo notizia di una presa di posizione della Provincia sul punto. Al contrario i presidenti delle province di Venezia e di Belluno si sono mobilitati per tutelare la funzione dell’agenzia territoriale e i lavoratori.
Il laboratorio di Padova è centro di riferimento veneto per il controllo dell’aria: polveri sottili (PM10), metalli, sostanze cancerogene (IPA, benzene) e delle emissioni industriali (inceneritori, cementifici, acciaierie, concerie, ecc.). Fornisce un servizio di pronta disponibilità 24h su 24h, 365 giorni l’anno, che con personale specializzato e strumentazione scientifica all’avanguardia, controlla l’aria in casi di emergenza (incendi, puzze, ecc.). È riferimento nazionale per il controllo di acque minerali alla sorgente; è riferimento regionale per la legionella garantendo il controllo sanitario negli ospedali, case di riposo e strutture alberghiere; controlla in ambito provinciale le acque potabili degli acquedotti, le acque dei fiumi/canali, gli scarichi (depuratori pubblici, industrie, allevamenti, ecc.) e la qualità di tutte le acque di piscina. Presso il laboratorio vengono infine controllate le acque termali del bacino di Abano, Montegrotto, Galzignano, Battaglia e Teolo (cure termali, piscine, ecc.) e le acque di dialisi per gli ospedali di Padova e provincia, inoltre vengono effettuati i controlli batteriologici di alimenti delle ULSS di Padova e provincia (mense scolastiche, supermercati, ecc.) e le analisi di emergenza in caso di tossinfezioni alimentari. La chiusura del laboratorio di Padova, oltre alla perdita per la Provincia di una struttura di eccellenza riconosciuta a livello nazionale, comporterà una minore efficacia nella tutela e salvaguardia dell’ambiente con ricadute sanitarie sul territorio, sulle comunità e sui cittadini.
Aggiungiamo che la scelta di tagliare circa 200 posti di lavoro su base regionale appare particolarmente punitiva perchè evidente conseguenza della cattiva gestione dei vertici precedenti. In questo modo si lascerebbero soli i lavoratori a pagare per responsabilità altrui, con una grave perdita di professionalità e con la drammatica flessione dei controlli per il territorio.
Vorremmo conoscere la posizione dell’Amministrazione Provinciale in proposito;
in particolare se intende adoperarsi per tutelare il laboratorio padovano per la funzione che esercita sul territorio provinciale per la salute dei cittadini;
se sono stati avviati tavoli di confronto con l’Agenzia Regionale;
quanti posti di lavoro sono in discussione per la Provincia di Padova e quali interventi sono possibili per tutelare i lavoratori.
Chiara Zampieri