Vogliamo vederci chiaro sulla frana del Canale Battaglia

franacanale battagliaIl Pd interroga il Presidente Degani sulla frana del Canale Battaglia: i consiglieri Fabio Rocco e Boris Sartori chiedono chiarezza e trasparenza
Lunedì 12 ottobre 2009 si è verificato il crollo di una parte del muro di contenimento del canale Battaglia che scorre lungo il centro storico del Comune di Battaglia Terme, in provincia di Padova. La frana ha interessato un tratto lungo circa cinquanta metri e alto due metri e mezzo;
Subito dopo il crollo, sul manto stradale della “Statale Adriatica” che costeggia il canale, si è aperta una crepa larga un centimetro e lunga circa sei metri. Il traffico é stato quindi bloccato per consentire gli interventi di emergenza per la messa in sicurezza della strada e del canale, causando notevoli disagi per la circolazione dei veicoli e suscitando grande preoccupazione nei cittadini residenti lungo la strada che costeggia il canale per il rischio di ulteriori crolli;
Il crollo si è verificato lungo un canale artificiale risalente al 1189 e che, perciò, riveste una grande importanza storica per la città di Battaglia Terme. In particolare la caratteristica di questo canale, secondo in Europa dopo quello di Milano costruito nel 1137 per i lavori del Duomo, è di essere pensile. A Battaglia Terme, nell’incrocio con il Rio Alto che porta le acque da Montegrotto Terme e gli passa sotto, si determina un salto di 7 metri tra i due livelli. L’importanza del canale Battaglia sta nell’originalità del meccanismo idraulico con cui è stato costruito: nel murazzo di sinistra del canale di Battaglia Terme è inserita una chiusa, il cosiddetto Arco di Mezzo. Aprendo le paratie si dà luogo a tre cascate d’acqua. Le due laterali facevano girare le ruote di due mulini mentre l’Arco centrale alimentava il bacino sottostante, dove i “burci” facevano la fila per scaricare granaglie e caricare farina. Rapidamente l’acqua cresceva e l’onda spingeva senza sforzo i battelli carichi lungo il canale Vingenzone, fino in laguna, senza chiuse da superare. Questo ha fatto di Battaglia Terme, che non esisteva prima del canale, un città industriale con l’insediamento di una cartiera e perfino della prima centrale elettrica
;
A partire dal mese di maggio 2009 sono iniziati i lavori di “restauro conservativo” e di
«opere che si inseriscono nel contesto territoriale locale con naturalezza», come recita il progetto presentato dal Genio Civile di Padova;
Il progetto di sistemazione del canale, dal costo di due milioni di euro finanziati con fondi CIPE, è stato fortemente contestato per le sue modalità di intervento. Il 4 luglio 2009 alcuni consiglieri comunali, rivolgendosi al Sindaco del Comune di Battaglia Terme, alla Guardia Forestale, al Genio Civile, all’Ente Parco Colli Euganei e alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, hanno denunciato alcune anomalie rispetto alle modalità di intervento che erano state previste nel progetto di “restauro conservativo”. In particolare, secondo quanto rilevato dai consiglieri comunali, diversamente dai lavori che erano stati originariamente autorizzati, il rivestimento dei muri di sponda doveva essere in calcestruzzo con mattoni in vista, per dare continuità con i muri esistenti in caso di minima piena; si doveva tener conto della navigabilità e dell’approdo dei natanti alle sponde invece sono stati realizzati spuntoni in calcestruzzo che saranno sommersi, dunque spaccheranno gli scafi; la sommità del muro laterale non doveva essere orizzontale per evitare sedimenti, invece lo è; il muro laterale non doveva misurare in sommità più di 25 centimetri di larghezza (invece ne misura più di 50) e alla base di 40 centimetri; la rampa di accesso all’alveo per i mezzi di lavoro doveva essere collocata a nord, invece è situata a sud, a 500 metri di distanza, bloccando una pista ciclabile; circa 5.000 metri cubi di fanghi dovevano essere avviati in discarica, mentre si è scoperto che circa10.000 metri cubi di inerti non pericolosi sono stati utilizzati per la sistemazione dell’argine ovest; l’impresa esecutrice dei lavori si apprestava a cementificare una delle arcate del salto d’acqua, il cosiddetto “Arco di Mezzo”, senza alcuna previsione di questo genere nel progetto;

CON LA PRESENTE PER SAPERE SE

la Provincia sia a conoscenza dei fatti sopra esposti e quali iniziative intende adottare a tutela della sicurezza dei cittadini di Battaglia Terme.

Consiglieri Provinciali
Fabio Rocco, Boris Sartori

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